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Cerca la tua risposta nelle Domande Frequenti.

Spesso riceviamo domande a cui ci fa piacere rispondere, quindi siamo qui a condividere con te le più frequenti!

I ricavi da attività commerciale si calcolano considerando tutti i proventi derivanti dalle operazioni di natura commerciale svolte dall'associazione. Sono inclusi, ad esempio, i ricavi da vendita di prodotti, i proventi da servizi e gli incassi da eventi.

Per attività commerciale si intendono tutte quelle operazioni che hanno natura imprenditoriale e che sono svolte per conseguire un profitto, anche se secondario rispetto allo scopo sociale. Esempi comuni sono la gestione di un bar interno alla struttura sportiva, la vendita di merchandising o l'organizzazione di eventi a pagamento non strettamente legati all'attività sportiva.

Attualmente, il limite di ricavi da attività commerciale è fissato a €400.000 annui. Se i ricavi superano questa soglia, l'associazione perde i benefici del regime agevolato e deve applicare il regime IVA ordinario.

Se si supera il limite di ricavi, l'associazione perde i benefici del regime 398/91 a partire dal periodo d'imposta in cui il limite è stato superato. Ciò significa che dovrà applicare il regime IVA ordinario e tenere una contabilità più complessa.

Se il superamento del limite di ricavi è temporaneo e si rientra nei limiti negli anni successivi, l'associazione può richiedere di rientrare nel regime agevolato presentando apposita istanza all'Agenzia delle Entrate.

Le conseguenze del superamento del limite di ricavi sono principalmente di natura fiscale e contabile. L'associazione dovrà:

  • Applicare l'IVA ordinaria su tutte le operazioni;
  • Tenere una contabilità più dettagliata;
  • Presentare la dichiarazione IVA annuale;
  • Effettuare tutti gli adempimenti previsti per le imprese in regime IVA ordinario.

Per evitare di superare il limite di ricavi, è consigliabile:

  • Monitorare costantemente i ricavi derivanti dalle attività commerciali;
  • Valutare la possibilità di scorporare le attività commerciali in una società separata;
  • Consultare un professionista per una valutazione personalizzata della situazione.

Sì, è possibile dedurre i costi sostenuti per le attività commerciali, purché siano direttamente riconducibili ai ricavi prodotti.

Le attività di natura non commerciale, come l'organizzazione di eventi sportivi o le attività di formazione sportiva, non concorrono al raggiungimento del limite di ricavi.

Il superamento del limite di ricavi comporta l'applicazione del regime IVA ordinario e, di conseguenza, l'obbligo di presentare la dichiarazione IVA e di versare l'imposta dovuta. Oltre a ciò, potrebbero essere applicate delle sanzioni amministrative, il cui importo varia a seconda della gravità della violazione e del comportamento del contribuente.

Sì, è possibile sanare una situazione di superamento del limite di ricavi presentando una comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro un certo termine e versando le somme dovute, comprensive di interessi e sanzioni.

  • Ricavi: Sono i corrispettivi incassati o da incassare per la cessione di beni o la prestazione di servizi nell'ambito dell'attività commerciale.
  • Proventi: Sono tutti gli altri introiti dell'associazione, come le quote associative, le donazioni, i contributi pubblici, ecc.

La distinzione tra ricavi e proventi è fondamentale per determinare se è stato superato il limite di ricavi e per applicare correttamente il regime fiscale. Solo i ricavi concorrono al raggiungimento del limite.

La classificazione delle operazioni è fondamentale per determinare se un'operazione rientra tra le attività commerciali o meno. Alcuni criteri utili per la classificazione sono:

  • Natura dell'operazione: Se l'operazione ha carattere imprenditoriale e ha lo scopo di generare un profitto, è da considerarsi commerciale.
  • Frequenza dell'operazione: Se l'operazione è svolta in modo continuativo e sistematico, è più probabile che sia commerciale.
  • Collegamento con lo scopo sociale: Se l'operazione è strettamente connessa allo scopo sociale dell'associazione, è meno probabile che sia commerciale.

In caso di dubbi sulla classificazione delle operazioni, è consigliabile rivolgersi a un professionista (commercialista o consulente del lavoro) che potrà fornire una valutazione personalizzata.

Oltre alla semplificazione degli adempimenti contabili e fiscali, il regime 398/91 prevede altre agevolazioni, tra cui:

  • Imposta sostitutiva: L'imposta sui redditi è sostituita da un'imposta forfettaria.
  • Detrazioni fiscali: Per i soci e i donatori sono previste detrazioni fiscali.
  • Esenzione da alcuni tributi: Le ASD/SSD sono esenti da alcuni tributi, come l'imposta di registro e l'imposta di bollo.

Per usufruire delle agevolazioni previste dal regime 398/91, è necessario rispettare i requisiti previsti dalla legge e tenere una contabilità corretta.

I costi variano a seconda della regione e delle spese notarili. In generale, includono le spese per la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate, eventuali bolli e le spese per la redazione dell'atto costitutivo e dello statuto. TSF può fornirti una stima più precisa.

No, non è obbligatorio. È possibile redigere l'atto costitutivo e lo statuto in forma privata e registrarlo presso l'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, rivolgersi a un notaio può offrire maggiori garanzie e facilitare le procedure.

Le ASD sono focalizzate sulla promozione dello sport dilettantistico, mentre le APS hanno finalità più ampie, come la promozione della solidarietà sociale, della cultura e della tutela dell'ambiente. Entrambe godono di agevolazioni fiscali, ma hanno requisiti e finalità diverse.

Un verbale è un documento ufficiale che attesta lo svolgimento di una riunione (direttivo o assemblea) e le decisioni che sono state prese. È fondamentale per garantire la trasparenza, la responsabilità e la legalità dell'operato dell'associazione.

  • Verbali di direttivo: Documentano le riunioni del consiglio direttivo e riguardano decisioni di ordinaria amministrazione.
  • Verbali di assemblea: Documentano le riunioni dei soci e riguardano decisioni di maggiore rilevanza, come modifiche allo statuto o elezioni delle cariche sociali.

Un verbale deve contenere:

  • Intestazione: Nome dell'associazione, data e luogo della riunione.
  • Presenti: Elenco dei partecipanti.
  • Ordine del giorno: Argomenti trattati.
  • Discussione e deliberazioni: Resoconto dettagliato delle discussioni e delle decisioni.
  • Chiusura: Data e ora di chiusura, firme dei presenti.

I verbali devono essere conservati per un periodo di tempo definito dalla legge e dallo statuto dell'associazione. È consigliabile conservarli in formato digitale e cartaceo negli appositi registri, in un luogo sicuro e accessibile.

Certamente! Terzo Settore Facile è il software ideale per la gestione dei verbali delle associazioni. Ti permette di:

  • Creare verbali personalizzati: Scegliendo tra diversi modelli predefiniti.
  • Archiviare i verbali in modo sicuro: Accedendovi in qualsiasi momento.
  • Risparmio di tempo: Automatizzazione delle procedure.
  • Maggiore organizzazione: Archiviazione centralizzata dei documenti.
  • Minore rischio di errori: Grazie a modelli precompilati.

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Possono effettuare controlli gli organi di controllo competenti (ad esempio, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, SIAE) e, in alcuni casi, anche gli enti finanziatori.

La frequenza dei controlli varia a seconda della dimensione dell'associazione e del tipo di attività svolta. Non esiste una regola fissa, ma è consigliabile essere sempre pronti a un eventuale controllo.

Le sanzioni possono variare a seconda della gravità dell'infrazione e possono includere sanzioni amministrative, penali e la revoca di finanziamenti.

Devi conservare tutta la documentazione relativa alle attività dell'associazione, come bilanci, registri contabili, verbali delle assemblee, progetti e rendiconti.

La normativa prevede dei termini di conservazione specifici per ciascuna tipologia di documento. In generale, è consigliabile conservare i documenti per almeno 10 anni.

La contabilità deve essere tenuta in modo chiaro e preciso, rispettando le norme civilistiche e fiscali. È consigliabile affidarsi a un professionista per la tenuta della contabilità.

No, i fondi dell'associazione devono essere utilizzati esclusivamente per le finalità statutarie.

Devi essere in grado di dimostrare, attraverso la documentazione, che i fondi sono stati utilizzati per le finalità dichiarate.

In questo caso potresti incorrere in sanzioni amministrative e penali.

Sì, le associazioni APS ETS sono tenute a pubblicare il bilancio in conformità alle norme di legge, mentre per le ASD non iscritte al RUNTS al momento non c'è l'obbligo 

Il bilancio deve essere pubblicato sul sito web dell'associazione e, in alcuni casi, anche sul Registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS).

Hanno diritto di accesso ai documenti dell'associazione i soci, gli organi di controllo e, in alcuni casi, anche i terzi.

In caso di inadempimento, le parti possono attivare le procedure previste nel protocollo stesso, che possono prevedere sanzioni, risarcimenti o la risoluzione del contratto. È fondamentale che il protocollo definisca chiaramente le conseguenze di un eventuale inadempimento.

Non è obbligatorio che un protocollo d'intesa sia redatto da un notaio, ma è consigliabile, soprattutto se si tratta di un accordo di una certa complessità o se si vogliono garantire maggiori tutele legali.

Stipulare un protocollo d'intesa con un ente pubblico può portare diversi vantaggi, come l'accesso a finanziamenti, la possibilità di utilizzare strutture pubbliche e una maggiore visibilità.

La redazione di un protocollo d'intesa richiede una buona conoscenza del diritto civile e del non profit. È consigliabile affidarsi ad un esperto in materia per assicurarsi che il documento sia completo e conforme alle normative vigenti.

La principale differenza risiede nel grado di autonomia e nel vincolo di subordinazione. Nel contratto Co.Co.Co. il collaboratore ha maggiore autonomia nell'organizzazione del lavoro, mentre nel rapporto di lavoro subordinato è sottoposto al potere direttivo del datore di lavoro.

Vantaggi: Flessibilità, possibilità di conciliare diverse attività, gestione autonoma del lavoro. Svantaggi: Minor tutela in caso di malattia o infortunio, assenza di contributi previdenziali obbligatori per alcune tipologie di compensi

Gli obblighi fiscali dipendono dal reddito percepito e dalla forma giuridica scelta (partita IVA o regime forfetario). È consigliabile rivolgersi a un commercialista per una consulenza personalizzata.

Generalmente sì, ma i requisiti specifici possono variare a seconda dello sport e del livello di attività.

La validità del tesserino tecnico varia a seconda della federazione o dall’ente di promozione sportiva e del tipo di corso frequentato solitamente un anno.

La riforma ha introdotto nuove regole in materia di tassazione, contribuzione e comunicazione dei rapporti di lavoro sportivo.

 L'obbligo di comunicazione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) e le nuove soglie di reddito per l'applicazione dei diversi regimi fiscali.

In questo caso si applicano le norme del contratto di lavoro subordinato, con conseguenti modifiche in termini di tutele, contributi previdenziali e fiscalità.

Possono beneficiare delle nuove regole gli enti del Terzo Settore iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.

Le nuove regole offrono agli enti del Terzo Settore maggiori opportunità di acquisire risorse economiche attraverso le sponsorizzazioni, semplificano le procedure e allineano la disciplina delle sponsorizzazioni sportive a quella già prevista per altri soggetti.

Gli sponsor possono beneficiare della deducibilità integrale delle spese sostenute per le sponsorizzazioni a favore di ASD e SSD. Inoltre, possono associare il proprio marchio a iniziative sportive e sociali, aumentando la propria visibilità e reputazione

Sono ammesse tutte le tipologie di sponsorizzazioni, purché previste da un regolare contratto e finalizzate a sostenere l'attività sportiva dell'ente del Terzo Settore.

Il contratto di sponsorizzazione deve essere stipulato in forma scritta e deve indicare chiaramente le prestazioni reciproche delle parti, la durata dell'accordo e le modalità di erogazione dei contributi.

Gli enti del Terzo Settore devono utilizzare i fondi ricevuti esclusivamente per le finalità indicate nel contratto di sponsorizzazione e devono rendicontare all'ente sponsor l'utilizzo dei fondi.

Per ottenere maggiori informazioni sulle nuove regole, si consiglia di consultare il testo della Legge n. 104/2024 e di rivolgersi a professionisti del settore

Il voucher sportivo è un contributo economico destinato alle famiglie con minori, per permettere loro di far praticare attività sportiva ai propri figli.

L'associazione deve essere affiliata al CONI o al CIP e deve rispettare i criteri indicati nell'avviso pubblico.

La durata del progetto è indicata nell'avviso pubblico, così come le scadenze per la presentazione delle domande.

La domanda si presenta esclusivamente tramite la piattaforma online indicata nell'avviso pubblico.

È necessario allegare alla domanda tutta la documentazione richiesta, come statuto, bilanci, certificati di affiliazione, ecc.

Dopo l'invio, la domanda verrà valutata da una commissione che verificherà il possesso dei requisiti.

L'adesione al progetto permette di aumentare le iscrizioni, di promuovere l'attività sportiva e di ricevere un contributo economico.

I voucher possono essere utilizzati per coprire una parte o la totalità del costo dell'iscrizione all'attività sportiva.

Sì, ci sono delle limitazioni che vengono specificate nell'avviso pubblico, come ad esempio il numero massimo di voucher utilizzabili per ogni associazione.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento, è possibile contattare l'ente organizzatore Arus.

Le associazioni sportive hanno l'obbligo di:

  • Richiedere l'autocertificazione: Prima di procedere al pagamento, è necessario richiedere al collaboratore la compilazione dell'autocertificazione.
  • Monitorare i compensi erogati: È fondamentale tenere traccia dei compensi erogati a ciascun collaboratore per verificare il superamento della soglia dei 5.000€.
  • Applicare le ritenute d'acconto: Se il collaboratore supera la soglia dei 5.000€, l'associazione potrebbe essere tenuta ad applicare una ritenuta d'acconto sui compensi erogati.
  • Emettere la certificazione unica: A fine anno, l'associazione dovrà rilasciare al collaboratore la certificazione unica dei compensi.

In caso di dichiarazione mendace, il collaboratore potrebbe incorrere in sanzioni amministrative e fiscali.

1. Una ASD può dare premi in denaro?
Sì, se si tratta di veri premi sportivi, non di compensi contrattuali.

2. Si possono pagare in contanti?
Sì, se inferiori a 1.000 €. Dal 2026 il limite salirà a 5.000 €.

3. Serve tracciabilità?
Sì, per importi sopra i limiti o se il premio è dato a un lavoratore sportivo.

4. Serve fare ritenuta?
Solo se il premio è in realtà un compenso da lavoro sportivo.

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